Asp Pavia batte in aula l’Anac di Cantone

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Asp Pavia batte in aula l’Anac di Cantone

“LA PROVINCIA PAVESE”

Asp Pavia batte in aula l’Anac di Cantone

di Fabrizio Merli 20 luglio 2017

Luogo: PAVIA.

Nel “duello” giudiziario tra Autorità nazionale anticorruzione e Azienda servizi alla persona di Pavia, vincono i pavesi. E una sentenza – caso raro o forse unico in Italia – condanna l’Anticorruzione di Raffaele Cantone a pagare le spese processuali di Asp per un importo di circa 11.500 euro.

Tutto prende avvìo da un accertamento che l’Anticorruzione svolge sul sito internet dell’Azienda servizi alla persona che, ricordiamolo, gestisce strutture come Pertusati e Santa Margherita. La contestazione, seguita da una multa da 1.500 euro, riguarda il fatto che sul sito dell’ente pavese non sia stato pubblicato il Piano triennale di prevenzione della corruzione e del Programma per la trasparenza e integrità. Informazioni che debbono essere pubblicate secondo quanto prescritto dal decreto legislativo 150 del 2009. Ed è su questo tema che si sviluppa il contraddittorio. Sul fatto, cioè, che il decreto sia applicabile, oltre a Province o Comuni, anche alle Aziende per i servizi alla persona. I legali di Asp fanno notare che Civit (la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche, cioè l’organismo che si sarebbe poi trasformato in Anac) escludeva l’assoggettamento delle Asp alla norma, mentre Anac sostiene il contrario. Così l’Asp impugna la “multa” di Anac davanti al tribunale di Pavia. E, al termine di un procedimento, il giudice Fabrizio Carletti dà ragione alle tesi di Asp. Sottolineando, in particolare, il fatto che non si possa censurare la non conoscenza della legge, quando la legge sia oscura o contraddittoria. La conseguenza è l’annullamento della sanzione di Anac e la condanna al pagamento delle spese processuali, liquidate in circa 11.500 euro.«Abbiamo deciso di resistere in giudizio – spiega il direttore generale di Asp, Maurizio Niutta – a tutela dei nostri comportamenti amministrativi. Se avessimo semplicemente pagato la sanzione avremmo rinnegato l’impostazione che, nel corso degli anni, ha caratterizzato l’operato della nostra azienda. Con una impostazione, quella di Regione Lombardia, che affida alle Asp l’autonomia amministrativa e finanziaria». In altre regioni non accade così e le Asp sono soggette al controllo dei Comuni. Con gli obblighi, quindi, del decreto 156.

By |2018-11-27T18:20:48+00:00novembre 27th, 2018|Senza categoria|0 Comments

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